Rewind

Ho preso una cassetta a nastro, c'è scritto "sayonara". Le musicassette stanno tutte in una scatola di scarpe del novantasei, con il prezzo in lire che si è fuso al cartone ingrigito, si tiene per mano al bordo stondato, colla e abitudini, difetti di adesione. Prendo una bic e la infilo nell'ingranaggio di plastica, inverto... Continue Reading →

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Violenza

Asia è una ragazza madre, non c’è voluto molto. Ad essere madre dite? No. Vent’anni, oggi lo so, passano in fretta e un attimo fa eri sullo sterrato a far roteare la corda facendo attenzione a non restarci impigliato e un attimo dopo sei li, con il membro di lui tra le gambe, su per... Continue Reading →

San Pio

Sarà la luce gialla dei lampioni svarionati, sarà l'odore di marciapiede misto al vapore della cucina multietnica. Sarà il cigolare delle bici rubate e restaurate oppure sarà l'oscenitá delle celle a schiera. Saranno gli stancil della scimmietta coi denti stretti o di quell'altro che lancia fiori contro la polizia. Sarà che crescere qua mi ha... Continue Reading →

Tempo

Tic, tac, tic tac. Sento il tempo che scorre lungo le lenzuola imbronciate. Questa camera si rivolta al passaggio della primavera. Sento l’odore della cenere misto alla pelle, piedi luridi e attenti, sguardi assenti osservare i papaveri ondeggiare sui muri di ieri, che erano fermi, disegni dei giorni martiri spesi a parlare di noi. Seduti... Continue Reading →

Pillola rossa, pillola blu

Se quel sabato di febbraio avessi capito chi avevo difronte, se avessi capito che quella domanda fatta a quel ragazzino avrebbe cambiato la mia intera esistenza, se avessi inteso la mole di quella presenza, se fossi stato cosciente della casualità del destino, certamente non gli avrei posto quella domanda: "Se dovessi scegliere tra una pillola... Continue Reading →

Diciassette, prendo tempo.

Irrompe una luce tiepida dalla finestra, il contagocce dell'acqua che si scioglie, granello dopo granello. Spenta la luce, resta il rosso arancio del camino, le forme che lascia sui muri sono i fili d'erba di qualche altro pianeta e l'odore di cenere, di tronchi d'aleppo, s'insinua nelle narici. Da quando ho perso la strada, da... Continue Reading →

Una casa non troppo lontano dal mare

Ho sognato una casa di campagna ieri notte, di quelle con le persiane di legno schiarite dalla pioggia. Una casa con le maioliche in cucina, di quelle con l'odore di grano tra le venature delle tavole, con le tazzine per il caffè tutte diverse. C'era una mansarda piena di libri, c'eri tu, una sorta di rivoluzione, un... Continue Reading →

Arteria

"Ti stringo tra le mani, passo i polpastrelli sulla carta ruvida e spengo la luce. Non mi serve vederti, sei in tutti i miei atomi. Mi hai attraversato l'anima prima di colare i pensieri, prima di prendere in mano il segreto, la matita, la riva. Sono venuto al mondo insieme a te, svelando le mie debolezze,... Continue Reading →

An einem strasserand

Certi paesaggi non esistono, fanno parte dei silenzi delle mie pellicole impolverate. Esisto io, la mia memoria giustiziata da fendenti di luce che attraversano l’obiettivo, le pupille e tracciano fotogrammi indelebili di questi vicoli dove mi confronto con i pomeriggi interrotti. La strada è casa mia, quella penisola che non sfugge alla contaminazione, alle isterie,... Continue Reading →

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