Crescere


Ad un certo punto si cresce. Crescere è quando il rumore di fondo è più tenue di quello interiore. E non contano i fatti, le giornate spese ad elencare i viaggi, le esperienze vissute, i drammi superati. Crescere non è nulla di tutto questo, è una circostanza, è la vita che ti fende l’anima. Crescere vuol dire invertire il paradigma dei genitori che si prendono cura di te. Crescere vuol dire “giustiziare” l’unanimità con cui le forze del bene e del male collocano le tue amicizie su un piedistallo, da cui le vedi tutte uguali. Crescere vuol dire diversificare le persone e vederne i limiti. Crescere è riconoscere un’autonomia che prepotentemente ti toglie il respiro e ti senti come una nave che affronta la prima grande bufera. Crescere vuol dire subire il cambiamento quando nessuno ti spiega dove porta, quando sei un vuoto che intravede i confini del rendere. Ti accorgi che tutto ciò che ami non è quello che non eri, che non sei più dietro la quinte ma in platea come tutto il resto. Forse per questo molti si rifiutano di crescere, perché può essere una cosa difficile e non c’è più il tempo per le cose difficili.

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