Il giro di Boa


Il giro di boa arriva per tutti. Io vedo quella maledetta boa rossa, alla soglia dei miei venticinque anni, mi appare nella sua totale nullità. Eppure qualche anno fa era solo un puntino nel mare, un miraggio. Lo strano modo di scorrere del tempo. Dapprima scorre lentamente, sembra quasi dar tregua al futuro, permettendoti di crescere. Poi accelera, come se ritrovarsi adulti attivasse il timer del conto alla rovescia. Ed ogni secondo che passa sembra nutrirsi di sogni per dar spazio ai silenzi. Silenzi in cui ti siedi e fissi il vuoto con tale impegno che quasi assume la forma dei tuoi pensieri. Silenzi in cui la tua intera vita ti scorre dinanzi agli occhi, come una sequenza di negativi che sanno perfettamente chi sei. E non puoi sfuggire a tutto questo, ai ricordi, al silenzio, al tempo che scorre, a questo affievolirsi della follia. Perché la vita è un ciclo, un abito cucito su misura e prima o poi, per quanto tu lo possa rimandare, cresci. Riconosci esattamente quella circostanza, la sensazione che provoca sfiorare la tua ventiquattrore, vedere i capelli bianchi spuntare ai tuoi genitori, le interminabili nottate spese a chiederti “ora cosa faro? dove andrò?”. A volte vorrei che tutto questo si fermasse e per un giorno intero prendere in giro la vita con mio nonno, andare in giro per le strade di Torre dell’Orso attaccato alla bici di mio padre, vedere il mio cane piangere di gioia alla vista di mia madre. Vorrei tutti i concerti, gli amici e le persone che sono passate dinanzi ai miei occhi. Vorrei tutti i miei grandi amori concentrati in una pillola. Vorrei risentire l’odore dell’Andalucia, il cielo di Londra, il mare di Porto Selvaggio. A volte avrei bisogno di un’altra vita, ma molto più spesso capisco quanto sia bella la mia.

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