Ci hanno spiegato che ogni cosa è necessaria a ricondurre l’equilibrio in questa vita. Lasciarsi piegare dal dolore è come non intuire la felicità. Esiste una condizione, in prossimità del traguardo, in cui un uomo è costretto a battibeccare con la propria coscienza. Un gioco di sottili simmetrie. Una eco che riconduce le persone ai propri sentieri; quei grandi uccelli notturni a dare le spalle alle colline innevate in cerca di nuove primavere dentro cui rifugiarsi. Il paradosso di questo ritorno, schiarita la nebbia, consiste nella passione con cui ci riappropriamo della nostra anima. Amarsi appartiene a quell’istante prima della fine.

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