Bevi troppo per contare


Ho usato i cinque euro sul gratta e vinci che mi ha dato mia madre per comprare il biglietto di sola andata nel tuo trip cerebrale. Non so più chi sei, dove compri da fumare, se questi vuoti a rendere di cui ti circondi sono solo etichette acquistate al blockbuster. Guardo sempre dal tuo lato del letto, è vuoto. Vedi? Non è cambiato nulla, prendo ancora tutte le coperte. In fondo dormire insieme è un pretesto che risalta i caratteri dominati. Mi annoiavo alle feste, perché l’alcol del pakistano mi fa salire la sbronza triste.  Sei caduta in un bicchiere di vodka. Vorrei donarti il mio fegato per renderti felice ma sono fermo in terapia intensiva a disegnare i picchi dell’elettrocardiogramma con la matita. In fondo ti ho accompagnata a tutti quei concerti solo per rubare i poster pubblicitari. Ma adesso non ci sto più. Non rinuncerò all’orgasmo del pile sul divano, poiché a furia di pogare mi sono rotto il cuore.

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