Domani, quando mi sveglierò, non so neppure se sentirò questi profumi, se sfiorandoti la pelle con il ruvido dei polpastrelli possa farti attraversare la nuca da infinite scariche elettriche. Non so se correndo lungo la costa potrò sentire quell’odore misto di ruggine e aghi di pino, quando il sudore ti scivola sulla bocca e avverti il sapido sapore della pelle. Probabilmente domani mi sveglierò e prendendo la metro mi divertirò a giocare con gli sguardi della gente riflessi nel gioco di luci e ombre, prenderò il mio solito e poco eccitante caffè d’orzo e chiuderò gli occhi prima di entrare in ufficio, per dimenticare. Un uomo quando vive si lascia dietro di se solo il rumore dei passi. Di tutti i natali, le foto, le parole, gli sguardi, gli amori, non resta nulla. Basterebbe un’istantanea per racchiudere tutto. Un solo, maledetto fotogramma che racconta l’immagine che hai di te. Questo perché amiamo mentire prima a noi stessi, amiamo vedere i nostri limiti. Amiamo illuderci, guardandoci allo specchio, che possa esistere uomo o donna capace di amare le nostre debolezze quanto i nostri punti di forza. Nessuno è veramente libero da se perché nessuno è disposto a liberarsi di se.

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