San Pio


Sarà la luce gialla dei lampioni svarionati, sarà l’odore di marciapiede misto al vapore della cucina multietnica. Sarà il cigolare delle bici rubate e restaurate oppure sarà l’oscenitá delle celle a schiera. Saranno gli stancil della scimmietta coi denti stretti o di quell’altro che lancia fiori contro la polizia. Sarà che crescere qua mi ha fatto notare la poesia delle antenne sui tetti sconnessi agli incroci di via Taranto. Sarà il degrado che ci governa dentro, saranno i rumori taciuti, l’uomo al Corvaglia che sta sempre sbronzo da quando ha lasciato l’anima in affidamento. Sarà che ci resta la savana oltre il confine, sarà che i volti prendono forma, come le collette di fine serata, il lusso di un saluto notturno prima di fissare il rumore del ventilatore. Sarà che il male di me ama essere qui.

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