Ambizioni notturne


Sudicio scrivo
diamanti di ispido, intimo
raccontare sottili ricordi
del buio.
Brivido lungo la schiena,
la fiera malinconia
che sferra l’attacco che piega
l’ultimo ricordo felice.
Blu, oltre l’oceano
sinfonico battito, del mio cuore
attico
dei giorni felici di festa.
Lungo la schiena
lacrima di troppo sentire, la china
riversa sugli occhi tuoi
sfitti
ed i soffitti di ardue scopate
la sera dell’ultima cena.
La spada, la vena,
la pila di libri, esauriti
dagli ultimi vezzi esibiti
istinti che oggi non so raccontare.
Amore strappato alle costole
di stinco fossato, la mole
dell’emozioni che non ho più.
Sinfonie
di melodie da raccontare.
Ho chiuso per ferie
d’affitto, l’stinto è finito
di dentro al braciere
di ciò che non sono più:
bambino, aquiloni,
le urla di pieni polmoni,
arcobaleni materni
di pane, caldo.
L’asfalto delle vacanze
a torre dell’orso
di feroce soccorso
del mare.
Ed oggi, adulto di uomo
d’asciutto il sale
tramonto, racconto
le rughe
del bianco capello che
regge la gravità
delle ultime accuse
discusse.
Al contrario, indurre
al suolo
l’amore, il molo del mio ultimo approdo,
la crepa di coccio
che cuce l’ultima stanza
da cui entra la luce.

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